Stile creato sulla base di un gran numero di stili provenienti dal nord della Cina. Caratteristica di questa disciplina è la predominanza di posizioni eseguite in allungamento, il passaggio da una posizione all'altra avviene in modo repentino, veloce e fluido, durante l' esecuzione delle tecniche la respirazione è diaframmatica e le spalle rimangano rilassate. La pratica costante di questo stile porta ad un aumento della potenza, resistenza, velocita, coordinazione ed equilibrio del nostro corpo. Attualmente è una delle disciplina marziali piu diffuse in tutta la Cina, ad esso viene abbinato lo studio delle seguenti armi: Sciabola, Spada, Bastone e Lancia. giovedì 21 maggio 2009
Changquan (boxe lunga)
Stile creato sulla base di un gran numero di stili provenienti dal nord della Cina. Caratteristica di questa disciplina è la predominanza di posizioni eseguite in allungamento, il passaggio da una posizione all'altra avviene in modo repentino, veloce e fluido, durante l' esecuzione delle tecniche la respirazione è diaframmatica e le spalle rimangano rilassate. La pratica costante di questo stile porta ad un aumento della potenza, resistenza, velocita, coordinazione ed equilibrio del nostro corpo. Attualmente è una delle disciplina marziali piu diffuse in tutta la Cina, ad esso viene abbinato lo studio delle seguenti armi: Sciabola, Spada, Bastone e Lancia. mercoledì 20 maggio 2009
Nanquan (boxe del sud)
Il Nanquan è uno stile di wushu il cui nome richiama tutti gli stili del sud della Cina. In questo stile ci sono varie categorie in quanto il Nanquan è stato sviluppato e praticato per un periodo storico molto lungo ed in una vasta area territoriale. Le tecniche di mano sono numerose e molto varie, includono Quanfa (tecnica di pugno), Zhangfa (tecnica di palmo), Goufa (tecnica di gancio), Zhaofa (tecnica dell'artiglio), Jiaofa (tecnica di braccio). Le tecniche dell'artiglio, delle dita e del braccio sono caratteristiche importanti che distinguono il Nanquan dagli altri stili.Le tecniche di braccia vengono utilizzate per l'attacco e la difesa e comprendono azioni di: scendere, intercettare, forare, rotolare, spaccare. ecc. Nel nanquan, generalmente, il praticante applica continuamente alcuni movimenti del braccio sulla stessa posizione. Perciò si dice dello stile: "una singola posizione con molti colpi di braccio", "un passo con alcuni cambi delle tecniche della mano".La forza del nanquan viene sviluppato dalla vita e si divide in: "Duan-Jing" (forza corta), "Chang-Jing" (forza lunga), "Piao-Da-Jing", "Lian-Mian-Jing" e "Zhang-Dong-Jing" (la forza dell'urto vibrante).Alcuni movimenti vengono eseguiti emettendo un urlo. Le urle generalmente sono "Xi(ci), He, Hua, Hai, Yi (ii), Yi (i)", e le urle imitativi degli animali; solitamente vengono seguiti due principi: 1) l'urlo si combina con la forza del movimento, aggiungendo ed unendo il "Qi" e la forza; 2) si combina con le posizioni imitative del movimento degli animali, permettendo l'unione della forma e della consapevolezza.Dal 1960 il Nanquan è diventato un evento chiave nelle competizioni,. E nel 1989 è stata fatta "la forma codificata da gara internazionale". Nel 1992 sono state codificate anche le forme di "Nandao" (sciabola del sud) e "Nangun" (bastone del sud), rispettando le caratteristiche degli stili del sud e rendendole adatte ad una competizione di livello mondiale. martedì 19 maggio 2009
Stile dell'aquila
Lo YING ZHAO QUAN è uno stile imitativo esterno, in quanto imita le movenze appunto dell' aquila Nasce nel tempio Shaolin del Nord ed è stato codificato dal generale Ngok Fei dopo aver imparato lo stile dal monaco Jow Tong. Durante la dinastia dei Ming, un altro monaco, chiamato Lai Chin, modificò nuovamente queste tecniche inserendo elementi del FANZI QUAN. La caratteristica principale di questo stile di Kung Fu è quella di afferrare con le punta delle dita i punti vitali dell'avversario. Questa tecnica particolare si chiama Ying Jow ed è molto usata anche nelle forme di TANG LANG, dato che permette di afferrare rapidamente il braccio dell'avversario bloccando così ogni suo tentativo di attacco con gli arti superiori. Le tecniche di bloccaggio utilizzate sono le stesse che si trovano nel Qinna.I colpi di mano vengono portati per schiacciare determinate parti del corpo con lo scopo di controllarlo. Lo stile non ha bisogno di particolari doti fisiche: sfrutta solo la forza nelle dita e nei polsi. L'artiglio dell'aquila è letale quando strattona l'avversario; è considerato uno degli stili più etici in quanto ha in se valide tecniche di autodifesa senza provocare gravi danni all'avversario.Questo stile è classificato negli stili esterni: infatti vi troviamo movimenti molto ampi dove sono presenti anche molti salti. Nei salti sono particolari le posizioni delle braccia: esse sono tese verso l'alto. Questa particolarità è stata introdotta non solo per imitare le ali dell'aquila, ma anche per conferire al praticante, un salto più alto, in quanto il peso delle braccia viene ridotto portandole verso l'alto. In questo stile vi troviamo anche i principi dello Yin e Yang: i colpi sono sia veloci che lenti, portati in maniera rilassata ma con grande decisione. Il praticante deve prima raggiungere uno stato di forza fisica molto alto, e poi imparare a cedere. Esistono circa 70 forme dello YING ZHAO QUAN e circa 108 tecniche di bloccaggio. Le tre forme principali sono: Lin Kuen (pugni concatenati), Jui Lao Tong (l'artiglio dell'aquila ubriaco) e Fuk Fu Kuen (controllo della tigre). lunedì 18 maggio 2009
Lo stile dell'ubriaco (parte3)
Tsai Kun Hsu insegnerà nel centro della Cina, nella zona di Shanghai fino a che, in seguito agli accadimenti politici di quell'epoca ed alla conseguente messa al bando delle arti marziali, si trasferì a Taiwan, dove fondò la sua scuola e dalla quale escono i suoi due migliori allievi: il Maestro Chen Kei Fu ed il Maestro Ho Tang Sing.In realtà esistono diverse scuole di Zui Ba Xian Quan, non solo quella di Tsai Kun Hsu, come pure esistono molti maestri di questo stile; le scuole sono in tutto otto, delle quali tre del "sud" e cinque del "nord"; due di queste sono Nei Jia ed in via di estinzione, le altre sono Wai Jia. Sono rappresentate dalle otto statuette dei sacri immortali, ognuna delle quali in una posizione caratteristica.
Attualmente il Maestro Tsai Kun Hsu ha la sua scuola a Taiwan, il Maestro Ho Tang Sing insegna ad Hong Kong ed il Maestro Chen Kei Fu ha una scuola a Canton ed una ad Hong Kong.
Molto spesso si definisce lo stile dell'Ubriaco con il detto "CHO CHUAN NI SOU PA", cioè "lo stile che non sai mai quello che fa".
domenica 17 maggio 2009
Lo stile dell'ubriaco (parte2)
Il terzo evento si riferisce ad un misterioso Maestro di cui non si conosce il nome e che viveva nel sud della Cina durante la dinastia Ching, intorno alla seconda metà del 1800. Si narra che un monaco Taoista tramandò lo stile dell'ubriaco ad un monaco Buddista e che quest'ultimo ebbe come suo unico allievo un vagabondo che girava per il sud nella regione del Fukkien. Di questo Maestro non si sa praticamente nulla, salvo il fatto che utilizzò il suo stile per combattere contro due giovani esperti di Kung Fu.Questa storia narra che i due, dopo aver partecipato ad una dimostrazione di Kung Fu, nella quale mostravano la loro abilità nella lotta, al momento di spartirsi il ricavato dello spettacolo cominciarono a litigare fino a battersi e, mentre la gente lasciava la piazza per paura di essere coinvolta nello scontro, arrivò un vecchio vagabondo ubriaco. Egli teneva in una mano una fiaschetta di vino e nell'altra un bastone; si sedette su di un sasso ad osservare, sorseggiando il suo vino e ridendo dei due che si battevano. Già alterati per la lite, si infastidirono subito della presenza di quel vagabondo e cercarono di mandarlo via, ma inutilmente. Egli si mise a prenderli in giro fino a farli smettere litigare. Allora uno dei due si avvicinò al vecchio chiedendo cosa avesse da ridere, ed egli rispose: "Lo stile Hung Gar, che tu usi, è troppo rigido, duro e tu sei troppo serio"; poi rivolgendosi all'altro: "Tu fai troppa scena, lo stile Hou Chuan è sciocco ed esagerato, tutti e due messi insieme non valete un granché". All'improvviso il ragazzo che usava l'Hung Gar attaccò il vecchio con violenza, deciso a togliersi subito dai piedi quell'ubriacone, ma questo, continuando a ridere e bere, schivò tutti gli attacchi senza mai reagire. Si fece allora sotto l'altro, con il suo stile acrobatico e imprevedibile, ma nello stesso modo, mandò a vuoto tutti gli attacchi rivelando, nonostante l'età, un'agilità sorprendente. A quel punto i due attaccarono insieme, ma il risultato fu solo quello di far decidere al vecchio che era il momento di reagire e li batté velocemente e con estrema facilità. Esterrefatti si prostrarono ai suoi piedi implorando di essere accettati come allievi e di seguirlo per sempre; l'anziano Maestro vagabondo rifiutò, dando però loro uno scritto che conteneva i principi dello stile e le indicazioni per trovare l'unico suo allievo e servitore che il vagabondo aveva avuto in passato. Trovato il servo, non riuscirono a farsi accettare, in quanto esisteva già l'erede della scuola: il Maestro Tsai, il quale porterà avanti lo stile tramandandolo a suo figlio, il Maestro Tsai Kun Hsu.Continua....
sabato 16 maggio 2009
Lo stile dell'ubriaco
La leggendaIl primo fatto storico coincide con la vita artistica del poeta e filosofo Li Po, vissuto intorno al 600-700 d.C., sotto la dinastia Tang. A lui si deve il fondamento spirituale e filosofico dello stile, più che una codificazione delle tecniche dell'ubriaco; del suo modo di combattere infatti non si sa praticamente nulla. Notevole invece il suo contributo letterario e poetico, di evidente estrazione Taoista, al concetto di "ubriaco", non già come persona in preda ai fumi dell'alcool, ma come persona che è in estasi profonda perché perfettamente integrata con la natura circostante, impegnata nella costante ricerca della verità, della saggezza, rappresentata dalla Luna. Così come avviene inizialmente per un ubriaco, di sentire la propria energia che irrompe all'esterno, dandogli una consapevolezza superiore del proprio corpo e della realtà, permettendogli di "essere più vero", sia nei movimenti che nel pensiero, libero dalle inibizioni del vivere sociale.
Il secondo punto lo abbiamo durante la dinastia Ming (1330-1644) direttamente nel monastero di Shaolin, vera fucina di stili di Kung Fu. Si narra che un anziano monaco esperto nell'arte del Kung Fu, un giorno si trovò ad osservare due giovani iniziati suoi allievi, che di nascosto stavano per battersi. Contrariato e in procinto di intervenire per separarli, si accorse che i due erano ubriachi e che a stento si tenevano in equilibrio. Colpito da ciò, osservò i suoi allievi che, già esperti nella lotta, si fronteggiavano con le tecniche del loro Kung Fu " annebbiate dal vino", dando vita ad uno scontro imprevedibile nei movimenti, estremamente acrobatico ed efficacissimo sia negli attacchi che nelle azioni di difesa. Dall'osservazione e dall'analisi di questo combattimento il monaco Maestro ne ricavò uno stile di Kung Fu, chiamato poi "L'ubriaco del monastero di Shaolin".
Il secondo punto lo abbiamo durante la dinastia Ming (1330-1644) direttamente nel monastero di Shaolin, vera fucina di stili di Kung Fu. Si narra che un anziano monaco esperto nell'arte del Kung Fu, un giorno si trovò ad osservare due giovani iniziati suoi allievi, che di nascosto stavano per battersi. Contrariato e in procinto di intervenire per separarli, si accorse che i due erano ubriachi e che a stento si tenevano in equilibrio. Colpito da ciò, osservò i suoi allievi che, già esperti nella lotta, si fronteggiavano con le tecniche del loro Kung Fu " annebbiate dal vino", dando vita ad uno scontro imprevedibile nei movimenti, estremamente acrobatico ed efficacissimo sia negli attacchi che nelle azioni di difesa. Dall'osservazione e dall'analisi di questo combattimento il monaco Maestro ne ricavò uno stile di Kung Fu, chiamato poi "L'ubriaco del monastero di Shaolin".
Continua....
venerdì 15 maggio 2009
Descrizione stile Hou Quan
Lo stile della Scimmia è una disciplina di combattimento cinese che attribuisce alle tecniche di attacco e difesa del Kung Fu (Wushu tradizionale) l'agilità, l'intraprendenza e il dinamismo caratteristici della scimmia. E' divertente da vedere, ma richiede grande atleticità e forza fisica. Lo stile della scimmia vede il praticante immedesimarsi perfettamente nell’animale, arrivando a imitarne sin nei minimi particolari gli atteggiamenti, le acrobazie e le astuzie; si tratta di uno stile veramente funambolico, ricco di salti, capriole e tecniche a terra: è strano, ma feroce.giovedì 14 maggio 2009
Hou Quan- boxe della Scimmia
Storia Lo stile imitativo della Scimmia è molto divertente, ma è anche considerato tra i sistemi più efficaci. Tracce di questo stile si hanno dal 1842 quando i primi missionari arrivarono in Cina. Un tranquillo uomo di pace, Kau See, si rifiutò di essere arruolato e accidentalmente uccise un ufficiale. Fu messo in prigione e lì, osservò ed imitò i movimenti delle “sentinelle”, dei primati. Studiò i movimenti degli scimmioni per dieci anni, prestando particolare attenzione al loro modo di combattere. Una volta perdonato e rilasciato, venne conosciuto come il "Maestro Scimmia". In breve tempo ebbe molti discepoli tutti devoti a questo inusuale sistema di combattimento.
mercoledì 13 maggio 2009
Seminario Tai Chi a Varese
Da settimana prossima sono aperte le iscrizioni per il seminario di tai chi che si svolgerà presso la palestra Skorpion di Varese il prossimo 30 Maggio. I costi sono di 50 € . Per info sui programmi e orari, che saprò solo la prossima settimana, contattatemi !!!
domenica 10 maggio 2009
Campionati europei di kung fu
Vi comunico che quest'anno i campionati di kung fu d'Europa si svolgeranno a Parigi i prossimi 8 e 9 Luglio. Parteciperanno i migliori atleti selezionati nelle varie gare nazionali ed internazionali svolte nel 2009, nonchè i vari campioni nazionali di tutta Europa!!
lunedì 4 maggio 2009
Il Bastone Shaolin
Jinnaluo Wang si trovò al centro di una importante leggenda. Secondo lo Shaolin gunfa zanzong scritto da Cheng Chongdou nel 1616 la tecnica di Shaolingun sarebbe apparsa nel corso del quattordicesimo secolo, nel corso della rivolta dei Turbanti Rossi che mise fine alla dinastia Yuan. Per Cheng, il tempio stava per essere attaccato dagli insorti, quando l’apparizione di un monaco armato di un attizzatoio di ferro e posseduto dalla divinità Jinnaluo Wang li fece disperdere. In questa leggenda qualcuno ha voluto vedere la possibilità che questa arte dell’utilizzo del bastone abbia una provenienza Tibetana. Questa leggenda lungi dall’avere alcun fondamento storico, per Stanley Henning potrebbe essere un elegante stratagemma per sviare l’attenzione da una clamorosa sconfitta subita dai Monaci Shaolin, sul Wutaishan e per creare un alone mitico che proteggesse il tempio da attacchi Nella trasmissione dell’arte del bastone a Shaolin probabilmente molto si deve a Yu Dayou e di ciò si trova traccia in storie successive, in particolare il Shou Bi Lu che descrive l’arte della lancia (qiang) del monaco Hong Zuan con grosse convergenze con le stesse abilità marziali descritte da Yu. Cheng Zongyou apprese il Metodo del Bastone Shaolin da un allievo di Hong Zuan, tale Guang An e cita le forme Da e Xiao Yechagun, Yishougun, Paigun, Chuansuo gun, ecc..domenica 3 maggio 2009
Caratteri rappresentativi dello Shaolin tradizionale

- Saluto: il saluto si realizza in posizione eretta,mani a palmo lungo i fianchi e sguardo in avanti. Poi le mani vengono portate congiunte davanti al torace mentre si flette i busto in avanti. Durante la flessione in avanti si pronuncia la formula "Namo Mituo Fo", termine buddista che significa mi dò totalmente al Buddha Amitabha .
- Colpi frustati: ogni colpo (pugno, palmo) dopo aver colpito torna immediatamente indietro, pronto a difendersi o a colpire di nuovo. Il braccio dopo aver colpito ed essersi parzialmente esteso, ritorna subito in posizione semiflessa.
- Braccia ne curve ne dritte: questa caratteristica è osservabile in tutti i Tao Lu e tecniche dello Shaolinquan. Un braccio troppo dritto è soggetto a prese e tecniche di rottura, espone le vene e impiega più tempo per tornare alla difesa. Inoltre non può attaccare con rapidità ed esprimere la massima forza. In ogni posizione dello Shaolin le braccia sono quasi sempre leggermente flesse di pochi gradi a livello del gomito.
- "Muoversi dove si accovaccia un bue": è un detto cinese. Ma sta ad indicare che ogni tecnica deve poter essere eseguita in spazi molto piccoli in quanto questo permetterebbe al praticante di sfuggire e muoversi abilmente, anche se accerchiato. Ne consegue inoltre che le posizioni non saranno mai eccessivamente aperte, sia a livello di braccia che a livello di gambe.
- Niente eccessi : lo stile utilizza posizioni basse, alte, di riposo e di equilibrio ma non sfociano mai nell'eccesso. Quindi non ci sono mai posizioni troppo basse o lunghe, anche se magari belle a vedersi. Lo Shaolin sotto questo aspetto predilige sempre l'aspetto marziale e non quello artistico o coreografico.
- Posizione di chiusura: lo Shaolinquan si caratterizza nel concludere generalmente i Tao Lu con una posizione di chiusura tipica di questo stile. La posizione base è quella del Ma Bu o Posizione del Cavaliere, ma la testa è rivolta a sinistra, il braccio sinistro poggia il pugno rivolto verso il basso sul terzo distale della coscia e il braccio destro protegge il cranio portando il pugno sopra la tempia destra, con il gomito rivolto verso l'alto. Generalmente questa posizione di chiusura viene accompagnata dal caratteristico Fajin, mantenuta pochi secondi per poi concludere il Tao Lu con il saluto.
- Svariati Tao Lu: lo Shaolinquan conta intorno alle 370 forme.
sabato 2 maggio 2009
Lo stile Shaolin Kung Fu
Lo Shaolinquan è uno stile esterno delle arti marziali della Cina del Nord. Il principio fondamentale dello Shaolin è quello di riuscire a passare il più rapidamente possibile da una tecnica eseguita con la massima potenza ad un'altra egualmente potente. Si deve costantemente poter passare dall attacco alla difesa. Per eseguire questo principio è necessario che fra una tecnica e la successiva si passi in uno stadio di morbidezza o cedevolezza che sta ad indicare un particolare atteggiamento fisico e mentale in cui i muscoli sono rilassati, ma reattivi, i riflessi sono pronti e la mente è sgombra e pronta a reagire nel modo più adeguato alla situazione. Il risultato è uno stile estremamente dirompente ma anche molto fluido, cioè rapido e continuo, in cui le tecniche non vengono interrotte, ma si susseguono in maniera spontanea, come se ogni tecnica si risolvesse necessariamente nella successiva.Lo Shaolinquan comprende svariate tecniche di attacco: pugni, colpi a mano aperta e di gomito; calci a terra e calci volanti.
"Pugni al sud, gambe al nord"Questo detto cinese sta ad indicare l'uso prediletto delle tecniche di gambanello Shaolin del Nord, dell Henan, rispetto agli stili del Sud, i qualiprediligono più l'uso delle braccia.
Le tecniche di parata sono fondamentali, in quanto vengono considerate come veri e propri colpi: nello Shaolin quando si para si colpisce per ferire. Tutte le tecniche di parata difendono il rettangolo spaziale e devono avvenire ad una distanza precisa dal corpo,entro la quale il colpo ormai è ricevuto. Le gambe si difendono da sole, le braccia difendono solo i genitali, torace e volto. Ogni parata è sempre preceduta da un tentativo di portarsi al di fuori del raggio d'azione della tecnica avversaria. Numerose sono anche le tecniche di caduta, onde avere il minor danno possibile quando si cade o si viene proiettati. Basti pensare che tutte queste tecniche hanno dato origine ad uno stile a parte, il Ditangquan (Ti T'ang Chuan)e sono rappresentate nell'omonimo Tao Lu.
Infine uno degli aspetti più importanti dello Shaolin è lo studio delle tecniche di presa, leva, immobilizzazione e strangolamento. Queste tecniche sono confluite in un moderno stile prerogativa dei corpi di polizia, cioè il Qinna. Sono le più importanti nell'aspetto della difesa personale, in quanto permettono di difendersi o mettere fuori uso l'avversario senza provocare particolari danni, salvaguardandone la vita.
venerdì 1 maggio 2009
Lo Shaolin oggi
Nella nostra epoca ebbero un ruolo importante nella trasmissione dello Shaolinquan nel corso di questo secolo alcuni Monaci guerrieri: Zhenxu (1893-1955), Degen (1914-1963), Yongxiang (nato nel 1920), Suyun (nato nel 1923), e Suxi (nato nel 1925). Lo Shaolin Quanpu salvato dall’incendio del 1928 dal monaco Yongxiang (1913-1987) descrive più di quattrocento Taolu che si sono aggiunti al corpo dello Shaolinquan nel corso dei secoli. Esso sarebbe, secondo la tradizione, stato redatto da 18 esperti di arti marziali in una riunione del decimo secolo. Il Monaco Deqian ha rubricato 120 taolu di Shaolinquan, tra essi: Da Hongquan e Xiao Hongquan, che sono le più diffuse nei dintorni del Tempio e costituiscono il fondamento dello Shaolinquan; Tongbeiquan; Meihuaquan; Paochui; Qixingquan; Changquan; Luohanquan ; Liuhequan; Xinyiquan. Quest’ultimo è considerato la quintessenza dello Shaolinquan, comporta 12 movimenti principali (Shier ba) ed è indirizzato ai migliori praticanti del monastero. Vengono praticate un numero altissimo di armi ed i loro relativi Duilian. Una componente molto importante dell’allenamento dei Monaci è costituito dai wushier yi (le 72 abilità).giovedì 30 aprile 2009
"Il karate proviene dal kung fu"
Sempre in epoca Ming grazie a militari cinesi, le popolazioni dell isola di Okinawa, nell arcipelago delle Ryu Kyu, conobbero le arti marziali cinesi dando luogo ad uno stile conosciuto come Ryu Kyu Kempo ovvero "Kung Fù di Okinawa". Poi divenne Okinawa Te ma come forma di rispetto alla dinastia sotto la quale ci fu lo splendore delle Arti Marziali cinesi, si adottò l'uso dell ideogramma Kara ovvero T'ang, termine usato spesso anche per indicare la Cina. In seguito divenne Karate Do, i cui ideogrammi volevano dire "la via della mano cinese". Per finire in epoca moderna l'antico ideogramma è stato cambiato con uno che significa "vuoto", ma si pronuncia sempre kara, da qui Karate ovvero Mano Vuota.mercoledì 29 aprile 2009
Lo shaolin: L'essenza di tutte le arti marziali d'oriente
Numerose scuole di arti marziali dell’estremo oriente, Cinesi, Giapponesi o Vietnamite, si richiamano al Monastero Shaolin. Il testo più antico a fare riferimento al tempio Shaolin come origine di tutte le arti marziali è il Quanjing quanfa beiyao del 1784.In Cina l’insieme delle arti marziali “esterne” si confonde con la “Scuola Shaolin” (Shaolinpai) a cui numerosi autori del periodo repubblicano, come per esempio Xu Yusheng (1879-1945) e Wu Zhiqing (1887-???) hanno ricondotto la quasi totalità degli stili di pugilato Cinesi. Certi autori occidentali recenti, mescolando differenti fonti e tradizioni, fanno ugualmente di Shaolin il centro unico di diffusione di queste discipline e del mito della distruzione del Monastero da parte dei Qing, la causa principale della loro diffusione. Nei fatti, questa ipotetica distruzione, riguarda il monastero Shaolin del Fujian e per di più è risaputo che la maggior parte delle scuole di Wushu non hanno alcun legame storico con il Tempio dell’ Henan. Già nella classificazione delle arti marziali cinesi elaborata all’interno della Jingwu Tiyu Hui, nonostante si descriva la divisione nelle categorie Shaolin e Wudang (Stili Esterni ed Interni), lo Shaolinquan del Tempio dell’ Henan vi figura tra trentasette altri stili localizzati nella Cina del Nord. Da un punto di vista tecnico, lo Shaolinquan si distingue assai nettamente dalla maggior parte dei pugilati , sia del Nord che del Sud. In effetti non esiste alcun legame di paternità e poche somiglianze tra esso e , per esempio, il Baguazhang, il Bajiquan, il Chaquan, o il Chuojiao. Conviene quindi stabilire una distinzione netta tra una scuola specifica, lo Shaolinquan dell’ Henan, ed uno Shaolinquan generico, puramente simbolico, a cui si richiamano una pletora di stili. In realtà non esiste un'origine unica ed univoca per le arti marziali cinesi ma per la maggior parte se ne può riconoscere una provenienza rurale legata alla zona di nascita. Vi sono zone che giocano un ruolo più importante di Shaolin nella nascita di Scuole di Pugilato, per esempio l’area di Cangzhou in Hebei. La nomea proverbiale nel pugilato del Tempio Shaolin è spiegabile in parte per le saghe che vedono protagonisti i suoi Monaci Guerrieri, in parte per il ruolo di primo piano giocato da Monaci Buddisti nella diffusione di numerosi stili quali Mizongquan, Tantui di Linqing, Fanziquan, Sanhuang Paochui, Dabeiquan, Baimeiquan, Fojiaquan, ecc. Inoltre numerosi maestri si sono sparsi per l'intero oriente, dando origine a stili affini o completamente diversi. Altri invece si sono originati per influenze indirette o grazie a Maestri stranieri venuti in Cina per studiare il Buddhismo o per commerciare, poi ritornati nei loro paesi natali. Lo Shaolin stesso cambia nome e caratteristiche in vari paesi: diventa Sharim ad Okinawa, Sao Lil in Malesia e Thien Lam in Vietnam.
martedì 28 aprile 2009
Shaolinquan: il declino di shaolin (parte2)
Il tempio venne ricostruito nel 1970 dal governo comunista per adibire l'area a parco naturale. Benché lo stile di Shaolin propriamente detto sia andato perduto, agli inizi del ventesimo secolo questo è stato ricostruito sulla base degli stili praticati nei dintorni ed è oggi uno stile estremamente diffuso e famoso. Vennero riabilitati alcuni monaci che insegnarono a giovani praticanti , condotte ricerche, ricostruiti e forse modificati Taolu. Ne sia un esempio lo Xiao Hongquan che in origine era una sequenza lunghissima e venne trasformata in alcune sequenze più corte. In questi ultimi anni il Governo cinese sta costruendo diverse nuove ale, come quelle ormai vecchie e decadenti sono state completamente distrutte per poi essere fedelmente ricostruite. Ottimo per l’individuo, ottimo per la patria, con il sottotitolo “la rinascita delle arti marziali” è il capitolo di un libro di Tiziano Terzani . In esso viene descritta la restaurazione del Tempio Shaolin ed il notevole interesse che questa riapertura ha suscitato, sulla scia del successo del film Il tempio Shaolin con Li Lianjie. Inoltre contiene un'aspra critica nei confronti dei Monaci dell’epoca che vengono visti troppo interessati ai guadagni più che alla dimensione spirituale; anche lo Shaolinquan che insegnano viene giudicato lontano dall’ arte marziale “originaria”. Molti condividono questi pareri, anche negli ambienti marziali. Questo è un piccolo estratto: Dopo la morte di Mao e la caduta della Banda dei Quattro nel 1976, i nuovi dirigenti cinesi si resero conto che il Kung Fu era una vera miniera d'oro e che era assurdo lasciarla sfruttare ad altri i quali , dopotutto, non avevano neppure il tempio Shaolin. Fu così che Pechino decise di investire danaro per la riparazione e la riapertura del tempio, che alcuni monaci vennero ripescati, riabilitati e rimessi a vivere a Shaolin. E fu così che la povera, grigia Deng Feng, la cittadina ai piedi del Song Shan, la montagna sacra che nel frattempo era stata spogliata di tutte le sue celebri foreste, fu messa sulla carta turistica della Cinamercoledì 22 aprile 2009
Esibizione di arti marziali a Varese
Venerdì 29 Maggio ore 21:00 presso il palazzetto di Varese, avrà luogo uno spettacolo di arti marziali molto bello, in cui si esibiranno diverse scuole di arti marziali tra cui anche i Giovani Dragoni. Penso ne valga la pena, il prezzo del biglietto dovrebbe essere di 10e!
martedì 21 aprile 2009
Lo shaolinquan: il declino si shaolin
Verso la fine della dinastia Qing il tempio Shaolin era abbandonato. Due le cause secondo Zhang Jiata: la prima è attribuita alla incapacità dell'abate di comandare, che fece sì che il Tempio venisse razziato da ufficiali, soldati e banditi e che malavitosi locali spesso andassero al tempio ad estorcere denaro; la seconda è invece attribuita a molti dei monaci che avrebbero commesso ogni sorta di nefandezze. I monaci di più alto grado frequentavano i signorotti locali e si invitavano reciprocamente a giocare e a bere. La frequentazione di prostitute era divenuta un vero e proprio scandalo. Questo stato di cose venne infine decretato nel 1842 con una proclamazione ufficiale. Il poeta Shi Yizan, nel suo poema "Visitando il tempio Shaolin con un mio amico" ebbe a dire: Chi c'è che conosce le dottrine dei nostri Fondatori? Da lungo tempo la ottima tradizione del Tempio è stata abbandonata. L'arte marziale affascinante è senza il suo incantesimo, si parla sempre meno delle dottrine Buddiste. Nonostante questa situazione, non mancarono atti di eroismo: nel 1920 il bonzo Henglin si oppose ad una banda di briganti nell’area di Dengfeng. Durante il periodo Repubblicano la situazione di abbandono è addirittura peggiorata. Il colpo finale alla storia del Tempio di Shaolin, dell Henan e la sua maggiore distruzione, venne dato nel 1928 durante le Lotte dei Signori della Guerra: il Monastero smise di essere centro religioso ed un signore della guerra Feng Yuxiang sfruttò la struttura come base militare. In seguito all'attacco del generale Shi Yousan, i monaci fuggirono e pazzo di rabbia il generale fece bruciare il tempio e gli archivi inerenti alle arti marziali. Solo i principali edifici vennero risparmiati dal fuoco ma l'incendio si narra che durò ben 40 giorni. In questa epoca molti Sengbing (Monaci Guerrieri) entrarono negli eserciti di alcuni Signori della Guerra, come il caso di Miaoxing, allievo di Henglin, morì combattendo per il signore della guerra Wu Peifu. Un Sengbing Shaolin, molto famoso fu il generale Xu Shiyou che dopo una vita avventurosa divenne un membro di primo piano dell’establishement Comunista. Anche gli invasori giapponesi, che conquistarono l'Henan nel 1944 distrussero importanti resti storici del Tempio ed inoltre fecero un grave atto di oltraggio violentando una donna all'entrata del monastero. Un altro grave danneggiamento del tempio e delle sue arti marziali è avvenuto durante la cosiddetta Rivoluzione Culturale. Tiziano Terzani ha sottolineato il ruolo persecutorio e distruttivo che ha avuto la Rivoluzione Culturale anche nei confronti del Tempio Shaolin e dei praticanti di Shaolinquan, come delle altre arti marziali, considerate reazionarie: I monaci Shaolin vennero meno alla loro reputazione di grandi lottatori al tempo della Rivoluzione Culturale. Quando le Guardie Rosse, nel 1966, arrivarono qui per "eliminare le vestigia del passato", nessuno dei duecento monaci che erano sopravvissuti sotto il regime comunista oppose resistenza. Le statue di Budda furono abbattute e fatte a pezzi, i muri vennero impiastricciati di slogan maoisti, la maggior parte dei monaci fu mandata a lavorare nei campi, un gruppo dei più vecchi venne messo sotto chiave in un cortile separato del tempio, e Shaolin fu chiuso. Tutta la letteratura cavalleresca concernente Shaolin finì alle fiamme, e anche la semplice pratica del Kung fu venne attaccata dagli ideologi comunisti del tempo come "immondizia feudale".lunedì 20 aprile 2009
Shaolinquan: storia delle varie dinastie 4
La dinastia Qing (1644-1911) Nel 1662 un nuovo imperatore, Kangxi (Hang Hi), sale al trono e riparte la conquista verso il sud della Cina, costellata dalla distruzione di diversi templi e monasteri sospetti. Ma giunto a Shaolin il nuovo imperatore, invece di radere al suolo l'edificio, offre al tempio un pannello di legno laccato, che ancora oggi orna l'entrata del tempio, e Shaolinsi, come spesso ha fatto in queste situazioni si inchina dinanzi al nuovo imperatore (a dispetto dell’alone rivoluzionario di cui oggi è permeato). Sempre nel 1662 Wu Shu nel suo Shu bi lu, paragona i Monaci Soldati a dei contadini “zappaterra”, non senza aggiungere che la loro tecnica a dispetto della semplicità, è temibile. nel 1828, il mandarino Lin Qing si fermò a Shaolin e chiese di avere una dimostrazione di arti marziali. Dopo aver negato alcuna conoscenza marziale, infine i monaci si fecero convincere a fare un'esibizione che il visitatore commenta così: “si ergono come degli orsi e si dispiegano come uccelli”.
LAl centro di queste leggende non c’è il tempio Shaolin dell’Henan, bensì un tempio del Sud (Nan Shaolinsi) la cui collocazione è tutt’oggi oggetto di ricerche. Si ritiene che questo tempio si trovasse in Fujian, nelle vicinanze di Quanzhou (Chuan Chow). Secondo i romanzi e le novelle Wuxia, nel 1672 circa, un centinaio di monaci partirono da questo tempio per combattere contro bande di Barbari provenienti dall'ovest della Cina. In seguito, il tempio sarebbe stato distrutto nel 1736 dalle truppe dell’ imperatore Qianlong. Secondo un’altra storia, nel 1768 un esercito dei Manciù, con l'aiuto di un monaco rinnegato Feng Tao Te, incendiarono e distrussero il Tempio del è Fujian, considerato ancora un covo di ribelli il cui obbiettivo era quello di distruggere i Qing. Da quella distruzione secondo la leggenda si salvarono 5 monaci: questi si nascosero in alcune zone della Cina, dove continuarono ad insegnare e divulgare lo Shaolin e la sua filosofia. Ben poco ha avuto a che fare lo Shaolinquan con la cosiddetta Rivolta dei Boxer del 1900. In questa epoca nel tempio Shaolin dell'Henan sono conosciuti una sessantina di Monaci Soldati (Sengbing)a storia cinese durante l’epoca della dinastia Qing è caratterizzata dalla nascita nel sud della Cina di potenti organizzazioni segrete, spesso coinvolte in attività contro i nuovi governanti e legate tramite leggende al Tempio Shaolin. Famosa è la Leggenda dei 5 Antenati sopravvissuti alla distruzione del Tempio Shaolin che è sprovvista di realtà storica. Questa leggenda appare nei miti di fondazione di Società Segrete quali la Tiandihui ( più nota da noi come Triade) e la Hongmen.
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